La gioia di Maria… con tutto il rispetto per le (sue) lacrime

La gioia di Maria… con tutto il rispetto per le (sue) lacrime

È vero che la spiritualità delle persone e l'approfondimento di certi temi di meditazione vanno spesso di pari passo con eventi storici. Scrivo con un certo timore il pensiero di oggi, sapendo quant'è sviluppata una certa spiritualità mariana, tendente per lo più al doloristico. Così Maria, di questi tempi, sarebbe compagna di tutte le nostre lacrime. Mentre noi, come figli, corriamo incontro alla mamma perché ci siamo fatti male, perché sono successe cose brutte, Maria potrebbe venire ancora a noi portandoci un Vangelo di gioia, come un giorno andò dalla cugina Elisabetta. Vangelo non è avvicinarsi a Maria e farla simile a noi. Vangelo è lasciarsi raggiungere da Maria, così piena di Spirito santo.

Data :31 Maggio 2021
Relazioni native

Relazioni native

Ci hanno provato ma non basta. Non ci bastano le rappresentazioni. Non ci bastano le definizioni. Queste chiedono di entrare ma intimoriscono sempre: se vuoi comprenderle devi addentrarti e sembrano solo scritte per lasciare fuori molto di più di quanto invece contengono. Perfino dei numeri e della geometria ci si è serviti per provare a parlarne. E allora? Allora non basta. Siamo mancanti, portandoci dentro quella sensazione di non essere mai appagati, mai completamente soddisfatti. A questo si aggiungono i vuoti, le assenze, le mancanze. Non ci manca nulla e nulla vien fatto mancare. Dobbiamo immergerci in Dio per non annegare in un mare di paure. lo Spirito attesta che Dio ci s'è fatto conoscere con parole umanissime. Dio pesca dal nostro vocabolario i nomi e le parole che meglio si addicono a Lui. E a noi.

Data :30 Maggio 2021
Autorità: da ‘augere’, far crescere

Autorità: da ‘augere’, far crescere

La maledizione del fico sta a prova di quanto potere abbiano le parole. Le parole umane possono ferire o addirittura mettere a morte. Non è così della Parola di Dio ed è per questo che paiono così strane sulla bocca di Gesù quelle parole contro un fico. C'è dunque una parola autorevole che merita d'essere ascoltata e obbedita? Cosa'è dunque autorità? Autorità è far crescere e lasciar crescere. Autorità non è oppressione e autorevole è colui che libera e fa vivere. Autorità è aiutare a mettere radici profonde in questa terra; autorità è vedere spuntare germogli.

Data :29 Maggio 2021
Tutte foglie, niente frutti

Tutte foglie, niente frutti

Quel mattino, Gesù si svegliò con un buco allo stomaco. La fame lo colse di sorpresa. Una fame profonda a giudicare dalla reazione davanti al fico, tutto foglie e niente frutti. Impressiona non poco questo Gesù dalla luna storta. Non capita tutti i giorni di vederlo così. La fame - c'è poco da fare - altera l'umore! Cosa fa di tante persone assieme un popolo? E qual'è il fine stesso di tante pratiche religiose? «....Come se il problema centrale della vita religiosa fosse affollare le chiese. Siamo ancora ammalati di clientelismo: la prima prova della fede è il coraggio della verità e della giustizia»

Data :28 Maggio 2021
Cecità da passanti

Cecità da passanti

Il suono di una moneta che per pietà lasciamo cadere ai piedi di un mendicante può rallegrarlo per un istante. Può contribuire al cibo, al vestito. E noi, economi impassibili delle povertà altrui, ancora attaccati a quella moneta già donata, vorremmo perfino sapere che uso ne faranno. La pietà che quel cieco stava chiedendo a Gesù Nazareno non aveva nulla a che vedere con la carità spicciola. La monetina è solo un dazio da pagare per il nostro quieto vivere, per poter passare oltre.  Bartimeo, il cieco, sentiva la gente passargli accanto. L'udito era la sua finestra sul mondo, il suo punto di contatto con l'esterno. La sua voce una porta per uscire da sé. Ma non vedeva più l'uomo, fino a quando...

Data :27 Maggio 2021
Cattedra povera

Cattedra povera

Credo che l'opera d'arte in questione, sia sparita, ridotta nel più breve tempo possibile ad un pezzo da museo. A conferma di quanto siamo restii ad immaginare una signoria del servo. Ci portiamo dentro questa resistenza ad accettare questo capovolgimento che la fede stessa in Gesù ci chiede. Le nostre domande sono per lo più così insensate... resta luminosa e vera la domanda di Gesù: «Cosa volete che io faccia per voi?» Le domande che poneva ai suoi non erano che una totale disposizione a servire l'uomo.

Data :26 Maggio 2021
Divincolarsi

Divincolarsi

È scritto fin dal principio – nella Bibbia come nelle storie di tanti popoli e di tante religioni – bisogna lasciare il padre e la madre per dare vita ad una nuova storia. Ci sono separazioni e tagli che sono necessari per vivere.  Eppure tendiamo ad aggrapparci al passato per trovare sicurezza. E perfino i beni, le cose danno questa presunta sicurezza. Sempre preoccupati di ciò che abbiamo perso, sempre a leccarci le ferite di quei tagli vivi che la Parola di Dio è riuscita – nonostante noi – ad operare in noi. Lo sguardo è troppo spesso rivolto a ciò che non si ha più, à ciò che s'è perso, o lasciato. Il Cristo comunica ai suoi discepoli lo Spirito, lo stesso amore del Padre, un Dio che non assorbe le energie degli uomini, ma trasmette loro le proprie.

Data :25 Maggio 2021
Materna, filiale e fraterna

Materna, filiale e fraterna

A Cana l'acqua si trasformò in vino; ai piedi della croce il vino era già diventato aceto. Troppo poco ci curiamo della gioia che Gesù ci ha dato. La lasciamo da parte, come vino che va in aceto. Venne per moltiplicare la gioia e gli uomini guastarono la festa. Moltiplicare la gioia o non dover essere costretti a sospendere la festa, è qualcosa che sgorga dall'obbedienza alla parola del Figlio, parola che ora, per noi, è già Vangelo.  Ma il Figlio ha ancora sete. Come ebbe sete al pozzo, quando incontrò la Samaritana. L'uomo ha sete di relazioni che danno vita, che generano. Anche quello stare sulla croce o ai suoi piedi non poteva che trasformarsi in un momento generativo.

Data :24 Maggio 2021
Tu parli “amorese”? (cercasi traduttori simultanei)

Tu parli “amorese”? (cercasi traduttori simultanei)

«Amorese» è un vocabolo che non esiste nella lingua italiana. Almeno per i grandi. È un vocabolo che non esiste in nessuna lingua del mondo. Per i piccoli invece... l'«amorese» è la lingua degli amici di Dio, quando sono pieni di Spirito santo. La più grande opera di Dio è far sapere che il mondo è totalmente abbracciato dal suo Spirito. Fasciato, avvolto della sua Luce. Fin da principio. Si cercano traduttori simultanei, gente disposta a proclamare con quanto si è in grado di fare, anche in modo semplice ma determinato, ciò che Dio vuole far sapere al mondo.

Data :23 Maggio 2021
Pietro e Giovanni: istituzione e profezia

Pietro e Giovanni: istituzione e profezia

Siamo al termine del Vangelo di Giovanni. Compare la firma dell'autore. Non un testo anonimo, bensì il testo di chi, ponendo la propria firma intende metterci la vita. Porre una firma è anche questa una dichiarazione di identità. L'autore del quarto Vangelo si fa conoscere al termine dell'opera che Dio ha compiuto attraverso Gesù. Egli stesso si sente più compiuto. Non so se anche a voi capita di guardarvi attorno per cercare di scorgere in questa Chiesa, a tratti fin troppo istituzionale, quella profezia che Gesù stesso autorizza ad esistere.

Data :22 Maggio 2021
Un finale bello da ricominciare!

Un finale bello da ricominciare!

Pietro disse che sarebbe andato a pescare. Alcuni lo seguirono. Ed era ancora notte. Non presero nulla. Il risorto si avvicina e a quei pescatori delusi chiedendo da mangiare. Sono tutti indizi: forse ciò che può risvegliare in noi la fede è proprio uno sconosciuto che si avvicina a chiederci del pane. Una liturgia a cielo aperto, un'Eucarestia con il Risorto, in mezzo al creato di cui Egli è già Signore. E quell'invito: «Venite a mangiare» toglie ogni dubbio. Toglie ogni timore. Ogni imbarazzo. Ricreata la scena del brano di Vangelo odierno, vi lascio soli. Il Vangelo di Giovanni non poteva che chiudersi con questo bel finale che apre a nuovi orizzonti: sediamoci anche noi attorno al fuoco ad ascoltare queste domande dell'Amico all'amico.

Data :21 Maggio 2021
Ampiezza di sguardo

Ampiezza di sguardo

Si tratta di raggiungere la piena statura di Cristo, di arrivare a sentirsi figlio come Gesù stesso sapeva di esserlo. C'ha messo una vita per comprenderlo. Ha dato la vita per questo. Si tratta di comprendere che l'unica cosa da salvare è proprio questa relazione. Si tratta di lasciar crescere questo Figlio di Dio che noi siamo. Sono le dimensioni dell'amore e della fede.

Data :20 Maggio 2021

@