Radioso e radiale

Radioso e radiale

Con una certa delicatezza, per chiedere a qualcuno di essere più chiari, spesso diciamo: «Fammi un esempio!». E così l'esempio diventa immagine che illumina, rende più chiaro il pensiero. Tanto da poterne esclamarne l'ovvietà. È chiaro, è così... come ho fatto a non pensarci o a non accorgermene prima? Sentiamo così che ci siamo complicati l'esistenza! Approfondire significa ampliare gli orizzonti, non chiudere in un'unico senso quel Mistero che comunque ci supera, ci circonda, ci avvolge, ed è sempre più grande di noi. Cosa sappiamo del mondo finché stiamo rinchiusi? Nulla! Finché non decidiamo di ampliare la misura. Di farci ospitali, accoglienti. Il Vangelo ci vuole capaci di questa ampiezza che non è - attenzione! - sinonimo di espansione che prevarica ma piuttosto di comprensione. Tutta quella comprensione che ci serve per amare, rispettare, perdonare gli altri.
Data :28 Gennaio 2021
Il tempo del racconto… e il raccolto verrà!

Il tempo del racconto… e il raccolto verrà!

Sono felice di sapere che qualcosa di noi - e magari fosse tutto di noi! - serva. Serva perfino al Signore per fare quello che Egli vuole. E dunque la barca gli servì. Secondo i suoi tempi, secondo i suoi pensieri che so essere migliori dei nostri. E sono pieno di gioia nel sapere che abbiamo un buon Maestro! Oggi - 27 gennaio - per questo giorno prezioso alla memoria, farò un giro in libreria. Ogni anno per questa occasione faccio così. E nel silenzio, mi siederò a leggere, ad ascoltare, a contemplare quel seme della Parola, sparso ovunque dal seminatore, e vedere dove già sta crescendo... e credere, sperare che verrà nuovamente il tempo del raccolto.
Data :27 Gennaio 2021
Caro Vegezio…

Caro Vegezio…

Uno scrittore latino, un certo Vegezio, aveva coniato l'espressione «Se vuoi la pace, prepara la guerra» (Si vis pacem, para bellum) convinto com'era che la pace fosse un bene da difendere a denti stretti, con tutte le forze. Da lì in poi - ma forse già prima e forse ancora oggi - grandi teorie su come governare un popolo, fino al celebre pensiero di Sallustio che parlava di metus hostilis, la paura del nemico. Il modo migliore, secondo questi pensatori, per governare un popolo sarebbe proprio quello di fargli nascere la paura dell'altro... La pace non è sicurezza di confini. La pace è sconfinare verso l'altro offrendo vicinanza e ricevendo quello che l'altro può dare.
Data :26 Gennaio 2021
La Parola che converte le nostre parole

La Parola che converte le nostre parole

Un grande baule, una vecchia valigia di cartone.Si propone un viaggio, un percorso. E partiamo verso il paese dove c'è "la grande fabbrica delle parole". Una paese dove la gente non parla molto. Poco. Le parole hanno un valore e così finisce che sono sempre i ricchi ad avere più parola e i poveri sono costretti ad utilizzare le parole che trovano nella spazzatura. È un po' così che gira nel mondo: sono i potenti ad aver voce mentre i poveri... sembra che le loro parole non abbiano valore...
Data :25 Gennaio 2021
Cosa vide nel profondo?

Cosa vide nel profondo?

Alcuni li vide lanciare le loro reti, in un gesto ampio. Altri di quelli che chiamò quel giorno, li vide in barca mentre riparavano le reti. Forse quegli uomini parvero agli occhi di Cristo come impigliati nelle loro stesse reti, incapaci di respirare il senso di una vita che non è solo un duro mestiere o ciò che appare... ma cosa vide nel profondo di quegli uomini, solo Lui lo sa...
Data :24 Gennaio 2021
Folle

Folle

Il nostro modo di vivere in gruppo o in società si da necessariamente delle regole ragionevoli per permettere la convivenza stessa e per ridurre al minimo la conflittualità. Essere "normali" significa appunto non superare certi canoni, certe abitudini, certi schemi. Ora è evidente, fin dall'inizio del Vangelo che Gesù crea e porta in mezzo ai suoi un nuovo modo di vivere in questo mondo.
Data :23 Gennaio 2021
…quindi la barca?

…quindi la barca?

Il rischio c'è di pensare che Dio sarebbe decisamente più credibile se ci desse quei segni che noi gli chiediamo. Forse sbagliamo proprio quando chiamiamo Dio sulla cima dei nostri monti insormontabili. Per poi ridurci (e dico bene ridurci!) a dire che non lo sentiamo, non lo vediamo, non lo troviamo... non gli crediamo.  Meglio così se non si manifesta come noi vorremmo! Meglio se non si fa trovare laddove noi lo cerchiamo. Perché così abbiamo semplicemente a cercarlo di nuovo o a essere laddove veramente Egli è.
Data :22 Gennaio 2021
Fategli una barca…

Fategli una barca…

Qualcuno ha fatto una barchetta con un foglio di carta preso da un libro. Sul quel foglio si parlava di un casa. Il titolo lo si intravede appena: «Attraverso chi faceva crescere la sua casa». Leggete e rileggete questi pochi versetti di oggi. Se poi volete provate a trascriverli a mano. Poi fatene una barchetta di carta. Sì, una barchetta. Comprenderete il mare, i pescatori... e perfino l'umanità di Gesù che temeva di essere schiacciato dalla folla per un fraintendimento. Quella distanza da riva, sarà il nuovo luogo di un nuovo insegnamento.
Data :21 Gennaio 2021
Tendere la mano: il gesto necessario

Tendere la mano: il gesto necessario

Anche le nostre mani si stanno forse paralizzando? Probabilmente senza nemmeno che ce ne accorgiamo. L'interiorizzazione passa anche attraverso le mani. È la Parola di Dio, quella che noi leggiamo anche oggi, che sta chiamando al centro quell'uomo malato che noi siamo. Fare del bene, salvare una vita è cosa bellissima, è come dare una mano a Dio stesso.
Data :20 Gennaio 2021
Cogliere è capire

Cogliere è capire

La coscienza dei proprio limite è l'esperienza umana per eccellenza. Un cielo stellato e un silenzio profondissimo ti fanno sentire il limite. Così pure un uomo solo in mezzo ad una foresta o in un deserto. A volte, anche un uomo in mezzo ai suoi simili. Più degli animali o di qualunque altra creatura noi abbiamo la precisa coscienza dei nostri limiti e, assieme, quel crescente desiderio di provare anche solo a superarli. Anche la fame è un limite... che nella condivisione possiamo trasformare in luogo di comunione.
Data :19 Gennaio 2021
Grandchamp, la tintoria divenuta monastero

Grandchamp, la tintoria divenuta monastero

Sulle rive di un piccolo affluente del lago di Neuchâtel (CH), il fiume Areuse, sorse nel 1944 un monastero, circondato da distese di neve d'inverno e prati fioriti da primavera fino al termine dell'estate. Abitavo non molto distante dal monastero. Una piccola linea ferroviaria collega il centro della città con alcuni villaggi nei dintorni. A poche centinaia di metri dal monastero il treno metropolitano fa una fermata. In bicicletta, nella bella stagione. Granchamp: un luogo in disparte, per lo più marginale. Non ci sono recinzioni, non mura. La vegetazione protegge e fa da barriera naturale segnando uno stacco con la vita quotidiana.
Data :18 Gennaio 2021
17 gennaio: un fratello, il monaco Antonio e ancora Pane

17 gennaio: un fratello, il monaco Antonio e ancora Pane

Alcuni miei scritti, a volte - come in questi giorni - hanno più il sapore di un racconto, pagine quasi biografiche, appunti pastorali di un prete di mezza età, non più giovane ma non ancora anziano. Qui il Vangelo segue o precede. Se il Vangelo è annuncio del regno di Dio in mezzo a noi, allora anche questi miei pensieri, già divenuti parole scritte, potrebbero provenire da lì o lì vorrei che mi portassero. Se ve li condivido non è per smanceria. Ho un grande desiderio: che possiamo leggere le nostre vicende giornaliere alla luce del Vangelo. Buona lettura, buona domenica!
Data :17 Gennaio 2021