L’opera di Dio

L’opera di Dio

La vita, fin dalle sue prime battute, appare come un dono splendido. C'è un mondo da scoprire, volti da riconoscere come famigliari. La vita è frutto di incontri, di innesti, di intrecci. Il cibo pare davvero un dono dal cielo, perché se venisse solo dalla terra, esso non parlerebbe d'altro che di fatica e sudore. Per vivere servono passi di uomo. L'uomo che vuole vivere si muove sempre come un affamato in cerca di pane e di acqua. Dinamiche di esclusione, fatica di camminare, nostalgie di mondi e di di giorni che sono già alle nostre spalle, trasformano l'uomo in un lamento. Quando mangiamo Pane, sulle nostre tavole o sull'altare in chiesa, occorre davvero non precipitarsi frettolosamente su quel cibo. Occorre che impariamo a dare un nome al Pane.
Data :1 Agosto 2021
Un pezzo di pane… da commuoversi!

Un pezzo di pane… da commuoversi!

Il fatto è che prima di imparare a procurarci il cibo con le nostre mani, prima di qualsiasi lavoro che da grandi potremmo svolgere, noi disponiamo di cibo che altri ci donano e ci procurano: dal latte materno in poi. E chissà se succhiando il latte ne assaporiamo il senso profondo e beviamo come ad una sorgente che distilla fiducia, fede. Ci nutriamo, il più delle volte, di questa delirante idea che si possa mangiare il proprio pane solo quando è frutto del proprio lavoro. Onesto o disonesto che sia. Ma il cibo è come amore che sempre ci precede. La fame dell'uomo come si può saziare? E di cosa ha veramente fame l'uomo di tutti i tempi? Sono domande che ci sproporzionano...
Data :25 Luglio 2021
Cos’è che ci stanca così tanto?

Cos’è che ci stanca così tanto?

Parliamo di vacanze? Parliamo del giorno del riposo? Parliamo dell'opportunità di staccare e partire per i luoghi del dolce far niente? Potremmo anche ma risulterebbe un po' banale. Commuoversi per gente stanca solo perché non può andare in vacanza? Qualcosa non mi torna. Piuttosto: che cos'è che stanca e sfinisce le folle? Ecco, questa mi pare una domanda più profonda, più urgente.  Quella stanchezza delle folle, che muove Gesù a compassione, è il risultato di un crescente senso di dispersione, uno smarrimento diffusissimo. Siamo stanchi di stare nel mondo a sostenere questo continuo gioco delle parti, queste crescenti contrapposizioni.
Data :18 Luglio 2021
Alleggerire il pachiderma

Alleggerire il pachiderma

A detta di alcuni amici che non sono del giro, questa comunità di credenti appare oggi molto più preoccupata di conservare e custodire qualche tradizione - meglio se rigida - piuttosto che testimoniare un modo nuovo di essere al mondo, una leggerezza che potrebbe parlare del cielo pur lasciandoci i piedi per terra. Siamo incredibilmente distanti dagli eventi che hanno dato vita a quella piccola comunità di discepoli che s'è lasciata anzitutto attirare da un uomo di Galilea ed è partita per portare il Vangelo seguendo consegne ben precise. Cos'è dunque il Vangelo se non questo invito a non credere solo in se stessi, questo invito a non confidare solo sulle proprie forze? 
Data :11 Luglio 2021
Credenti increduli (dove guardare?)

Credenti increduli (dove guardare?)

Certamente lo sguardo va orientato per avere una direzione, una traiettoria, un cammino. «I nostri occhi sono rivolti al Signore» ma la sua non immediata disponibilità, quel non poterlo ancora vedere faccia a faccia, tutto sommato non ci dispiace. Forse ci fa pure un po' comodo. Poi un giorno ti raccontano che Dio ha deciso di farsi uomo. Identità e origini note. Troppo note. Questo fa scandalo alla nostra fede: mentre continuiamo ad alzare gli occhi al cielo per vedere da che parte possa abitare Dio, un profeta ci invita ad ascoltare la vita per come si dispiega tra noi. E ci dice che il regno di Dio è nascosto nella stessa pasta.
Data :4 Luglio 2021
… liberaci dal male

… liberaci dal male

Il Vangelo di Marco è pieno zeppo di racconti di miracoli. Imbarazzante faccenda, soprattutto per l'uomo moderno questa dei miracoli. Se già al tempo di Gesù molti ne restavano perplessi o meravigliati, quanto più oggi manifestiamo scetticismo, perché abbiamo imparato a credere nella scienza... e forse, oggi, neppure più a quella. Quando un essere umano è malato, ci si chiede subito: che vita è? Si può ancora credere alla vita quando s'è conciati come la donna che perde sangue da dodici anni o quando ti muore una figlia?  Ci basterebbe quella decenza di non dire nulla che tanto rischiamo di dire solo parola di circostanza, frasi fatte. Ci basterebbe scansarci un po' e dire dal profondo di un cuore in ricerca: «Maranathà, vieni Signore Gesù».
Data :27 Giugno 2021
Dorme? E tu svegliaLo!  (e anche il Male avrà il suo limite)

Dorme? E tu svegliaLo! (e anche il Male avrà il suo limite)

Annunciava la vicinanza del regno di Dio e ne parlava attraverso similitudini e parabole. Anche i suoi discepoli impararono ad esprimersi con parabole, a raccontarsi per immagini, come quando scrissero di una grande tempesta alla fine del giorno. Una traversata è metafora della vita. Lasciare il porto sicuro per andare altrove è la vita dell'uomo. Perché di tempeste nella nostra vita ce ne sono. Di attimi improvvisi in cui temiamo di essere perduti. Non c'è essere umano che non conosca i suoi limiti. Quello più grande, lo sappiamo, si chiama morte. La paura è stampata sul rovescio. E tutti, prima o poi, vanno a prendersela con Quello che dorme pacifico... Anche la fede sembra risvegliarsi per questa piccola percezione che anche il male ha il tempo contato. Resta una domanda: Chi è costui al quale anche il mare obbedisce?
Data :20 Giugno 2021
Germoglia e cresce. Come? Boh!

Germoglia e cresce. Come? Boh!

I regni umani reggono su strategie, su programmi, si basano su delle scelte. Dalle parabole di oggi possiamo invece dedurre che il regno di Dio non regge queste logiche. Il regno di Dio cresce senza che noi ce ne accorgiamo. C'è una «spontaneità» e una forza innate nel seme che è immagine del regno. Il regno di Dio, il Vangelo, Gesù stesso è un chicco gettato in terra. Cade dove cade. Non è un problema. Ma se trova terra, non esiterà a mettere radici, a crescere fino a portare frutto e portare beneficio oltre ogni previsione. Ecco la grandezza del regno di Dio: non conosce la proprietà esclusiva; non conosce la rivalità. Conosce solo la gioia del dono, la gioia di portare frutto. 
Data :13 Giugno 2021
La voce e i belati

La voce e i belati

Trovò presto steccati di resistenza e recinti di paure tra i suoi. E poi c'erano altri che sconfinavano per incontrarlo. Li trovò rinchiusi nel Cenacolo dove lasciò il segno del suo modo di donarsi. Ma cosa sappiamo noi di pecore, pastori e pascoli? Praticamente più alcuna impronta di passaggi, di transumanze e  di uscite... solo tracce tattili su schermi digitali. Essere Chiesa significa letteralmente e anzitutto essere chiamati fuori: dalle nostre case prima, dai nostri pregiudizi, dalle nostre paure... e poi dalle tombe. Padre nostro che sei nei cieli, donaci padri e madri sulla terra che sappiano portare i tuoi figli in giro per il mondo a riconoscerTi.
Data :25 Aprile 2021
Non togliere a noi il tuo Spirito

Non togliere a noi il tuo Spirito

Attorno al discepolo Tommaso abbiamo da sempre stigmatizzato l'incredulità. È lui che porta il segno del discepolo che ha bisogno di vedere per credere. Lo sappiamo bene del resto: seppure le comunità cristiane anche quest'anno hanno rinnovato la loro fede pasquale, questo non toglie la fatica personale di credere e tutto quanto ciascuno desidera conoscere e comprendere. A Tommaso dovremmo la nostra gratitudine per averci procurato dalla bocca del risorto queste parole - una beatitudine da aggiungere a tutte le altre - che giungono ancora oggi fino a noi. Se sulla croce «consegnare lo spirito» pareva soltanto un modo gentile per dire che Gesù morì, oggi ci accorgiamo che quella consegna aveva già in sé qualcosa di vitale per noi. «Ricevete lo Spirito Santo» è il dono che resta nell'aria, Qualcosa che non si vede ma riempie di Vita.
Data :11 Aprile 2021
Fin dove è bello il deserto?

Fin dove è bello il deserto?

Il deserto è bello un giorno. Forse nemmeno un giorno. Giusto il tempo di accorgersi cosa sia veramente. Il tempo di perdere il senso del tempo e dello spazio. Non è infinito ma non sai fino a quando. Quanto dura? Quanto c'è da qui a laggiù? Il tempo che scenda il sole dietro i monti brulli e rocciosi ed è notte. Un'escursione termica che sbalza i corpi facendoli passare dal vento caldo che secca le labbra alla fredda notte da far tremare. Come il passaggio tra istanti di grazia e morsi di fame o di tentazioni.  Si cercano più volentieri rifugi e conforto. Tane o case. Di questi tempi - forse - ancora di più. Un figlio è sempre e comunque da proteggere, pensiamo noi. Un Altro invece direbbe che i figli vanno spinti nel deserto, se vogliamo che nascano anche dall'Alto. Stare nel deserto fa sorgere sempre nel cuore una domanda: «Cos'è mai questo figlio dell'uomo?»
Data :21 Febbraio 2021
Andiamocene altrove (nuove strade cercasi)

Andiamocene altrove (nuove strade cercasi)

C'era una volta il tempo in cui le strade si aprivano a piedi. Le persone attraversavano un campo, un terreno per unire un  luogo ad un altro. Giorno dopo giorno. E così tutti i giorni. Passo dopo passo. E così si aprivano vie... di comunicazione. Per l'incontro. Per la cura. Ci sono pratiche umanissime che sono in via d'estinzione. Altre che non abbiamo nemmeno provato a percorrere giudicandole inutili, poco redditizie. A noi, oggi, basta vederci «fuori dal letto» per dire che fortunatamente stiamo bene, senza però curarci di altro. La salute non è solo essere fuori dal letto...
Data :7 Febbraio 2021