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Il trauma di una porta chiusa

Il trauma di una porta chiusa

Certo, sentirsi dire che siamo cattivi, fa un certo effetto... Lasciate perdere per un istante quell'affetto incondizionato che abbiamo verso Gesù e lasciamoci anche un po' ferire da questa parola. Il nostro «caro ed amato buon Gesù» ci dice che siamo cattivi: «Se dunque voi che siete cattivi...» Il Vangelo di oggi ci pone davanti ad una porta chiusa, e quella porta è proprio quella che ti hanno sempre detto essere aperta. Cosa facciamo ora davanti a quella porta chiusa? Capricci? Piantiamo lì tutto? Ce la prendiamo perché le cose non sono andate come pensavamo di sapere o come ce lo aspettavamo? quando preghiamo noi siamo esattamente collocati davanti ad una porta chiusa. E l'invito evangelico è esattamente a bussare. Un'esperienza che ci obblighi a bussare, farà maturare in noi una maggior consapevolezza di ciò che chiediamo e saremo educati nel chiedere, nel dare, nel condividere.
Data :25 Febbraio 2021
Segno di un nuovo inizio

Segno di un nuovo inizio

Su un'ipotetica linea del tempo, nel conto degli anni e del tempo che passa, noi siamo quelli «dopo Cristo». La nascita di un bambino capace di azzerare tutti i contatori del tempo, ha in sé qualcosa di straordinario. Segno evidente di un nuovo inizio. Non fu un automatismo, lo sappiamo.  Non basterà saperci generazione che vive nel tempo che chiamiamo «dopo Cristo» per dirci capaci di pronunciare parole capaci di mutare il corso di una giornata, di un'esistenza. La Parola, certo, non è fatta per essere trattenuta.
Data :24 Febbraio 2021
Pregare è ritrovarsi

Pregare è ritrovarsi

Del luogo dove pregare già aveva dato indicazioni. Ma la nostra vera questione permane: come pregare? Cosa dire? E vorremmo una scuola, un maestro che ci insegni l'alfabeto e le parole. Ma la vita parte dal grembo e cresce nella casa. La preghiera è intima e confidente. Occorre davvero saper perdere le parole... sapere di non saper pregare. È un po' come ripetere a coloro ai quali vogliamo bene che... vogliamo loro bene. È piuttosto un'esclamazione della nostra anima che si sorprende di saper amare, e di avere perfino slanci e traiettorie interiori che sono orientati agli altri e al cielo. Preghiamo chiedendo Dio. Preghiamo chiedendo noi stessi. Per ritrovarlo, per ritrovarsi.
Data :23 Febbraio 2021
Parole chiave

Parole chiave

Ciò che ci sarà dato di vivere è sempre frutto di incontri, di legami, di dialoghi personalissimi. Nel nominare la maternità e la paternità di un figlio, si richiamano alla mente tratti somatici e qualità di carattere... è l'unico modo, umanissimo, per iniziare a comprendere l'altro.  Alla viva domanda indirizzata con maggior precisione a coloro che lo stavano seguendo, Pietro si trovò davanti Gesù, come quanto ci si trova davanti ad una persona, magari in un particolarissimo momento della propria esistenza e, riconoscendo già in quell'incontro un aiuto, una salvezza non ancora ben definita, gli si dice: «Ti ha mandato il Signore!».
Data :22 Febbraio 2021
Fin dove è bello il deserto?

Fin dove è bello il deserto?

Il deserto è bello un giorno. Forse nemmeno un giorno. Giusto il tempo di accorgersi cosa sia veramente. Il tempo di perdere il senso del tempo e dello spazio. Non è infinito ma non sai fino a quando. Quanto dura? Quanto c'è da qui a laggiù? Il tempo che scenda il sole dietro i monti brulli e rocciosi ed è notte. Un'escursione termica che sbalza i corpi facendoli passare dal vento caldo che secca le labbra alla fredda notte da far tremare. Come il passaggio tra istanti di grazia e morsi di fame o di tentazioni.  Si cercano più volentieri rifugi e conforto. Tane o case. Di questi tempi - forse - ancora di più. Un figlio è sempre e comunque da proteggere, pensiamo noi. Un Altro invece direbbe che i figli vanno spinti nel deserto, se vogliamo che nascano anche dall'Alto. Stare nel deserto fa sorgere sempre nel cuore una domanda: «Cos'è mai questo figlio dell'uomo?»
Data :21 Febbraio 2021
Come mi vedi?

Come mi vedi?

L'evangelista Luca miscela accuratamente racconti di malati guariti e peccatori perdonati, senza nemmeno marcare troppo la linea. Gli disse: «Seguimi». Sapeva bene la portata di quella parola. Ne conosceva la forza. Come quando diceva: «Alzati». Ci sono parole essenziali alla vita, come quando Dio disse: «Luce». E poi quel banchetto dove Gesù vedeva già in quella capacità di condividere, i frutti di quella parola che aveva indirizzato all'uomo seduto al banco del guadagno.
Data :20 Febbraio 2021
Spreco e sperequazione

Spreco e sperequazione

Immaginiamo questa scena: una mamma (il papà - in genere - è già uscito per guadagnare il pane) questa mattina sveglia i suoi bambini dicendo loro: «Oggi facciamo un gioco!». Non male come risveglio! I bambini, in un lampo, saltano fuori dal letto, curiosi di sapere di che gioco si tratta... Ma non sarà un gioco da ragazzi e il filosofo Nietzsche avrebbe ancora qualcosa da rimproverarci in merito alla resurrezione di Cristo e alla nostra poca capacità di testimoniarla.
Data :19 Febbraio 2021
Spassionati annunci

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«Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male». Inizia anche così la Quaresima. Perché vivere è sempre compiere delle scelte. E noi siamo sempre davanti ad un bivio. Da quanto il Vangelo è risuonato ai nostri orecchi, da quando Gesù di Nazareth ha mosso i suoi passi su questa terra, noi non possiamo più solo percepirci come fuggitivi, come persone che cercano scampo. La vita è piuttosto una sequela. La quaresima è il tempo per maturare scelte e muovere i  conseguenti passi.
Data :18 Febbraio 2021
Apriti un lucernario nel cuore

Apriti un lucernario nel cuore

Quella sottile e impalpabile cenere sussurra alle nostre teste grevi il pensiero della consumazione, della fine di ogni cosa. Quella cenere sottile viene a noi accompagnata da alcune parole: «Convertiti e credi al Vangelo». Tutto il Vangelo è qui: credere che Egli è con noi fino alla consumazione del mondo. È nuovamente tempo di aprire un lucernario nel cuore, di dare alle nostre case un'apertura verso il Cielo... "Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti..."
Data :17 Febbraio 2021
Malsane lievitazioni…

Malsane lievitazioni…

In tempi burrascosi da attraversare - di cui lo spostamento in barca potrebbe essere un simbolo già che non si hanno i piedi a terra e per il fatto che una tempesta potrebbe sempre giungere all'improvviso - cresce a dismisura un senso di incertezza, la paura del futuro, il bisogno di avere sicurezza e garanzie. Almeno il pane! Non c'è nulla di più rassicurante per l'uomo che fare scorte e provviste per sopperire all'incertezza sul futuro. Il potente bisogno di accumulare è dentro nella pasta umana. Si finisce per ascoltare soltanto la propria fame dimenticandosi che potrebbe essere pure quella di tanti nostri simili.
Data :16 Febbraio 2021