Illumina chi giace nelle tenebre

Illumina chi giace nelle tenebre

C'era da perdersi in quel Tempio, come c'era da perdersi perfino nell'interpretare la Legge. Senza dimenticarci poi che per l'uomo perdersi è un attimo: mille pensieri, mille preoccupazioni, mille faccende e mille paure. Dio - il Padre - ha giudicato il nostro mondo bisognoso di suo Figlio. Eccolo dunque in mezzo a noi. Per sempre. Egli si proporrà come fratello a compagnia di tanti smarriti di cuore.

Data :14 Aprile 2021
Posto tra cielo e terra

Posto tra cielo e terra

Certi discorsi sapienziali (anche nella Bibbia) hanno sempre invitato l'uomo a meditare a partire dalla propria mortalità, dalla propria fragilità, facendo tesoro dei propri fallimenti. Magari osservando la sorte di uomini che s'erano innalzati ma i cui progetti di colpo svanirono. L'uomo ha dentro di sé questo anelito ad innalzarsi, a vincere sui propri limiti o a sovrastare i suoi problemi. Quell'«Io» che Gesù sa di essere non è un super-Io di potenza, di volontà di predominio o di imposizione. Gesù è quell'«Io» necessario affinché quel «Noi» - a cui ancora stiamo cercando di pervenire - possa venire alla luce.

Data :13 Aprile 2021
Venire alla Luce… infinito umano

Venire alla Luce… infinito umano

Di Nicodemo sentimmo parlare proprio nel racconto della passione di Gesù. Era il Venerdì santo. La Scrittura si spiega con la Scrittura, dicevano i Padri. Come mosse dal Vento, si sfogliano le pagine del Vangelo anche solo per questi rimandi a fatti o persone che ritornano diverse volte nel racconto.Nicodemo raffigura bene l'uomo che è in ricerca, che non si accontenta di nascere e crescere secondo la carne, secondo leggi fisiologiche o biologiche. Nicodemo è l'uomo che ha custodito questo infinito-umano desiderio di venire alla Luce. Gesù, il Figlio di Dio venuto a noi come un dono, Colui che cammina inseguendo lo Spirito, invita subito Nicodemo ad orientare lo sguardo verso l'Alto. E lo Spirito, intanto, continua a soffiare...

Data :12 Aprile 2021
Audio-letture: si riparte!

Audio-letture: si riparte!

Con lunedì 12 aprile 2021, pensavo di riprendere con nuove audio-letture, rispettando, quasi involontariamente, un andamento che fino ad ora ha alternato storie bibliche per la crescita della fede ad altre storie, altrettanto belle, per una crescita umana e culturale. È un modo molto semplice per sentirci, per restare insieme. Un piccolo appuntamento quotidiano che ci permette di mantenerci in ascolto. Cosa ci leggi?

Data :11 Aprile 2021
Non togliere a noi il tuo Spirito

Non togliere a noi il tuo Spirito

Attorno al discepolo Tommaso abbiamo da sempre stigmatizzato l'incredulità. È lui che porta il segno del discepolo che ha bisogno di vedere per credere. Lo sappiamo bene del resto: seppure le comunità cristiane anche quest'anno hanno rinnovato la loro fede pasquale, questo non toglie la fatica personale di credere e tutto quanto ciascuno desidera conoscere e comprendere. A Tommaso dovremmo la nostra gratitudine per averci procurato dalla bocca del risorto queste parole - una beatitudine da aggiungere a tutte le altre - che giungono ancora oggi fino a noi. Se sulla croce «consegnare lo spirito» pareva soltanto un modo gentile per dire che Gesù morì, oggi ci accorgiamo che quella consegna aveva già in sé qualcosa di vitale per noi. «Ricevete lo Spirito Santo» è il dono che resta nell'aria, Qualcosa che non si vede ma riempie di Vita.

Data :11 Aprile 2021
Credere a chi ha creduto

Credere a chi ha creduto

L'Evangelista Marco avrebbe concluso il suo Vangelo descrivendo la delusione delle donne che si sarebbero accontentate di trasformare l'amara constatazione della morte del Maestro con l'inebriante dolcezza dei profumi con i quali avrebbero desiderato ungere il cadavere. Resurrezione dunque non è soltanto un fatto accaduto a Gesù ma anche una trasformazione interiore dei discepoli stessi e della comunità dei credenti. Nella vita dei credenti resterà d'ora in poi un miscuglio di pensieri umani e divini. È il passaggio di Gesù che ha seminato in noi quest'altro modo di guardare la vita quotidiana... in attesa che Cristo sia tutto in tutti.

Data :10 Aprile 2021
Anche i pesci si fecero dono

Anche i pesci si fecero dono

Tornare in Galilea sembra quasi ritornare al punto di partenza. Unico indizio di novità: lo chiede il Risorto. Umanamente parlando, tornare in un luogo dove si sono vissuti momenti intensi in compagnia di qualcuno è certamente qualcosa di struggente. Imbarazzante poi per un pescatore tornare da una notte di lavoro e non aver nulla da mettere sul mercato. Improvvisamente perfino dei pesci sembrano disporsi ad essere, essi stessi, un dono per completare il disegno di quell'Uomo che chiese da mangiare, un'illustrazione di una comunione più grande. Il dono di sé è necessario per riconoscere il Risorto.

Data :9 Aprile 2021
Con la pace in mano

Con la pace in mano

I racconti dei discepoli che lo avevano nuovamente incontrato dovevano essere così intensi che sembravano materializzarne la presenza. Forse noi siamo narratori stanchi e delusi di avvenimenti del passato. Un po' di entusiasmo, un po' più di convinzione tra i discepoli di oggi non guasterebbe. Il Risorto stesso deve nuovamente darsi da fare per aprire la mente dei discepoli alla comprensione delle Scritture. Comprendere le Scritture è tastare con mano la solidità della Parola fatta carne.

Data :8 Aprile 2021
Impediti a riconoscere poi capaci di narrare

Impediti a riconoscere poi capaci di narrare

Il racconto dei discepoli di Emmaus è forse il più rappresentato nella pittura di tutti i tempi. Diversi artisti ne hanno fatto un soggetto di studio per anni come a dire che questo racconto è un'inesauribile fonte di ispirazione. A leggere quest'oggi il racconto dei discepoli di Emmaus, l'attenzione mi cade su quegli occhi impediti a riconoscerlo. C'è una Vita da illustrare, da gustare e da narrare: il Risorto ci porta questa buona notizia. 

Data :7 Aprile 2021
Il solco delle lacrime: dagli occhi alla bocca

Il solco delle lacrime: dagli occhi alla bocca

Chi lo uccise non sapeva che Egli s'era fatto protagonista di un gesto ancor più decisivo di chi può far perdere la vita: dare la vita ben prima che venga tolta! Maria vorrebbe ancora trattenere per sé, non lasciarsi sfuggire Colui che tanto cercava e tanto amava. Chi ama non trattiene per sé, chi ama dona. Rabbunì - il Maestro - aveva insegnato soltanto a perdere la propria vita... per darne a chi non ne aveva.

Data :6 Aprile 2021
Annunci e dicerìe

Annunci e dicerìe

Chi pensa di risolvere la questione della resurrezione con due calcoli imbastiti a regola d'arte dice già di non credere. Adorare il Signore - questo fecero le donne trovandosi davanti il Risorto - è portare alla bocca, cioè trasformare nuovamente in parola e in annuncio ciò che gli occhi hanno veduto, ciò che gli orecchi hanno udito. Adorare il Signore non è stare immobili, come a volersi nascondere e sottrarre dalle responsabilità della fede. L'annuncio di Pasqua e le strade che il Risorto chiede di percorrere ci fa ricchi di un nuovo nome: quegli amici, così chiamati fino alla fine, fin dopo il tradimento, sono ora diventati fratelli. 

Data :5 Aprile 2021
Dilucolo

Dilucolo

Una parola desueta o insolita può ancora spingerci a leggere per cercare di capire cosa significhi? Quando sentivano il Maestro parlare di «resurrezione» si chiedevano la stessa cosa. Non comprendevano cosa significasse risorgere da morte. Il mio incontro con le Sacre Scritture, devo riconoscerlo, avvenne per altre vie. Per strade non consuete. Per quanto concerne la Pasqua - ne ho una certezza vivida - tutto avvenne per mezzo della musica.Le parole bellissime dei profeti le scoprii proprio lì e le imparai a memoria col suono di melodie e di arie sacre. Le parti dei cori mi riempivano il cuore. Sentivo che per dire certe cose occorreva essere più di uno...

Data :4 Aprile 2021

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