Quel giorno che Gesù fece il presepe… ma era quasi Pasqua

Quel giorno che Gesù fece il presepe… ma era quasi Pasqua

Il male trascina ciò che trova sulla sua strada, come un ondata di piena e non è sempre facile resistere alla corrente. Non sono convinto che a causa del male si possa migliorare. Avremmo solo da andargli incontro per essere migliori. Ma l'uomo invece fugge il male, si sente come inseguito, perseguitato, a volte come posseduto. Quel giorno, ormai vicini i giorni della sua Pasqua, Gesù decise di rifare il presepio. Quel bambino è Gesù stesso: qualcuno che ha bisogno di essere accolto mentre gli uomini altro non fanno che rifiutarlo, respingerlo, fino a toglierlo di mezzo. 

Data :28 Settembre 2020
“Non ne ho voglia!”… e poi: Grazia Ricevuta

“Non ne ho voglia!”… e poi: Grazia Ricevuta

Mi pare di sentirli quei due figli. E quando il Vangelo parla di figli è proprio il modo più semplice per dire che nessuno si deve sentire escluso dal racconto, già che a questo mondo veniamo come figli.  Siamo nel Tempio di Gerusalemme, testimonianza monumentale di una religione gestita da figli che dicono e non fanno. Stare alla presenza di Dio, stare nella casa del Padre, per Gesù non fu mai una questione di immobilismo, di rigidità, di intransigenza, di intolleranza. Stare alla presenza di Dio per Gesù fu sentire la voce del Vento, una presenza interiore dello Spirito, un moto dell'animo, un desiderio di conversione, di cambiamento, quella voglia di ricominciare nuovamente.

Data :27 Settembre 2020
Repetita iuvant… se non c’è peggior sordo!

Repetita iuvant… se non c’è peggior sordo!

Il dramma si consuma spesso nell'incapacità di capire le parole. È sempre opportuno tener ben presente che la fede nasce dall'ascolto... Capirsi e farsi capire, spiegare e spiegarsi non è mai semplice. Parlare, scrivere... e vivere è sempre un consegnarsi... Consegnare è il verbo della vita, della custodia e della cura: è l'azione di Dio in favore degli uomini. Noi esseri umani, increduli e perversi, ne abbiamo fatto il verbo del distruggere, dell'uccidere, del togliere di mezzo.

Data :26 Settembre 2020
Sacrosanto dovere della Vita: risorgere

Sacrosanto dovere della Vita: risorgere

La preghiera, in fondo, toglie proprio dall'illusione e cerca la forza per accettare se stessi e la realtà, spesso dura, in cui siamo chiamati a muoverci, a camminare. Non ci vuole un genio per capire che l'esistenza umana è come una prova... ma ci servono le parole di Gesù, il Cristo di Dio e il Figlio dell'uomo, per istruirci anche sulla necessità di risorgere. Per queste Sue parole, i discepoli dovranno sapere che ad ogni punto preciso di morte e di sofferenza, c'è un'altro punto sacrosanto: dover risorgere. 

Data :25 Settembre 2020
Vide un silenzio…

Vide un silenzio…

Il Vangelo continua la sua corsa e il regno di Dio si diffonde: un'inarrestabile prevalenza della vita sulla morte così forte da instillare un dubbio nella mente di Erode tetrarca che aveva voluto dare un taglio con quelle storie di profeti. Come un rumore di fondo, come un tarlo che rode, Erode rimane presente in tutto il Vangelo. Erode è l'emblema dell'uomo che non sa più cosa pensare perché non fa altro che guardare la realtà soltanto con i suoi stessi occhi e per lui il regno altro non può essere che il suo e nulla può accadere al di fuori delle sue volontà, dei suoi ordini e comandi.

Data :24 Settembre 2020
Che ne sanno i potenti?

Che ne sanno i potenti?

La forza e il potere che Gesù condividerà sono anzitutto contro demoni e malattie: quindi non sono contro l'uomo ma precisamente in sua difesa. I potenti della terra stanno nei palazzi. I discepoli, rivestiti da Gesù di quella nuova forza e di quel dolce potere, escono inermi incontro al regno di Dio. Che ne sanno i potenti della forza di una margherita quando sbuca dalla terra? Che ne sanno gli assassini della forza del martire?

Data :23 Settembre 2020
Camaleontici o familiari?

Camaleontici o familiari?

Troviamo spesso più comodo stare nella folla, come camaleonti che ben si adattano all'ambiente circostante, mentre è decisamente più compromettente farsi riconoscere come famigliari di Gesù. Ascoltare la Parola e metterla in pratica ha un profondo legame con quanto Dio ha già fatto nell'ascoltare il cuore dell'uomo: cosa c'è di più consolante del sapere che Dio ha interpretato i nostri desideri, li ha perfino decifrati e tradotti? Che cosa c'è di più bello che sapersi famigliari di Dio piuttosto che numeri di una società fatta di gente che conta e di tanti altri che sono solo numeri?

Data :22 Settembre 2020
Tassare per antipatia, chiamare per misericordia

Tassare per antipatia, chiamare per misericordia

Non dev'essere simpaticissimo stare in fila allo sportello, in attesa di pagare, e sentire che quello davanti a te deve tanto e poi, tu che sei appena dietro - stessa merce, stessa provenienza, stessa destinazione - devi pagare ancora di più. Perché? Perché al pubblicano, quel giorno, girava così. Si tassava per antipatia. Un giorno, proprio al posto di blocco dove stava seduto Matteo, passa un rabbi che non trasporta nulla né possiede nulla... eppure maneggia tesori preziosissimi: misericordia e vita eterna...

Data :21 Settembre 2020
Verde rabbia, giallo invidia… e la (s)travolgente bontà di Dio

Verde rabbia, giallo invidia… e la (s)travolgente bontà di Dio

Noi siamo quelli che "non uccidono, che non rubano, che vanno a Messa" e viviamo nella convinzione di meritarci per questo la più grande e giusta ricompensa. Ma diventiamo verdi di rabbia e gialli di invidia quando scopriamo che all'ultimo, come quel giorno sulla croce, anche per qualcuno si aprano le porte del Paradiso. E così si odono lamentele quotidiane di credenti che avanzano diritti e primati. "Prima noi..." è la versione costantemente aggiornata di un problema che affligge da sempre l'uomo invidioso. La giustizia di Dio ci stravolge.

Data :20 Settembre 2020
Il seminatore disse… e il terreno ascoltò.

Il seminatore disse… e il terreno ascoltò.

Quella folla di persone che si radunava attorno a lui, lasciando le proprio città, quel giorno gli parve un campo sconfinato ed Egli stesso si immagina come un seminatore intento a compiere un gesto che in realtà meriterebbe una serie di preparativi. È il seme stesso che mette alla prova il terreno: ancor prima di dare vita al frutto, il seme fa emergere la qualità del terreno. Parlando in parabole seminava la Parola e spiegava così ciò che di lì a poco, col passare dei giorni, si sarebbe prodotto: quella che era una folla anonima cominciava pian piano a prendere forma. Osservando il buon frutto raccolto, si definiscono meglio quali debbano essere le caratteristiche del terreno.

Data :19 Settembre 2020
Che sante donne! (seguire e servire la Vita)

Che sante donne! (seguire e servire la Vita)

Alcuni pensano che questi versetti evangelici servano semplicemente per dire che l'attività di predicazione e di annuncio del regno di Dio stanno per ripartire. Dopo la sosta in casa di Simone, Gesù raduna i suoi discepoli e si mette nuovamente in cammino con loro. Il rischio c'è di non dare peso a questi tre versetti che, invece, sono essi pure una vera rivelazione e anche una rivoluzione.  L'evangelista Luca non risparmia di confermarci che le donne servono la Vita nel suo nascere... e serviranno anche la vita nel suo risorgere.

Data :18 Settembre 2020
Lo schizzinoso imbarazzo farisaico e il profumo di un altro cibo

Lo schizzinoso imbarazzo farisaico e il profumo di un altro cibo

Simone, il fariseo, invita Gesù in casa sua. Lo prende per la gola sapendo che di Gesù molti andavano dicendo che era un mangione e un beone... amico di pubblicani e peccatori! A tavola seppe rimanere sobrio e vigilante. Non perse mai il senso di quello stare a tavola. Suo piatto preferito fu sempre fare la volontà di Dio. Simone non s'accorse nemmeno che era la Sapienza di Dio ad invitarlo alla sua tavola, dove senza denaro e senza spesa si può gustare ciò che vale di più: l'amore che viene da Dio e non la paura di non poter nemmeno stare ai suoi piedi.

Data :17 Settembre 2020

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