Faremo parte del Giardino?

Data :26 Novembre 2021
Commenti: (3)

Cielo e terra danno visibilità allo scorrere del tempo e ai mutamenti. Ci sono parole invece che sembrano non consumarsi affatto e più le leggi e più assomigliano ad una albero che costantemente germoglia, fa gemme, fiori e frutti. Anche il germogliare continuamente è espressione del tempo che scorre…  

Ci siamo abituati a guardare oggetti e cose fatte da mani d’uomo. Cose che si rovinano, si rompono, si guastano, finiscono, crollano. Le cose, gli oggetti, sono indifferenti alle stagioni. Solo il consumarsi esprime il loro mutamento. Sarebbe come prendere un oggetto di plastica e lasciarlo esposto al mutare delle stagioni: al sole e alla pioggia. Cosa noteremmo? Forse solo un progressivo scolorimento. Ci siamo perciò abituati a vedere il passare del tempo solo come usura, come deterioramento, mai come una metamorfosi, una trasformazione continua. Ci siamo confinati a vivere tra materiali artificiali ed è aumentata la paura, l’angoscia, l’ansia di morire. Poco o nulla abbiamo vicino che sia capace di suggerire che nulla muore, tutto si trasforma. Tutto è vivo, in natura. 

La Parola di Dio dunque rimane materia viva ed assomiglia ad un albero che costantemente si trasforma e rivive. Che ce ne accorgiamo oppure no. Così è pure del Suo regno. La fine del mondo, la sua consumazione, assomiglia piuttosto ad un sonno profondo, ad occhi chiusi e spenti che non sanno più cogliere questa continua trasformazione verso una vita piena, più feconda. 

Tra un impegno e l’altro, ho tempo di camminare per i campi, in alcune giornata ancora assolate: la terra non ancora gelata è ormai intrisa di acqua. Le scarpe vi sprofondano. Gli uomini hanno già arato i campi e qualcosa vi è stato seminato. File indiane di semi hanno già prodotto germogli. La terra arida dell’estate con le sterpaglie del raccolto, cotta da sole s’è già trasformata in una materia più malleabile, dissodata da pietre… e di nuovo farà germogliare i semi. Sembrano righe di un quaderno dove c’è spazio per scrivere ancora. Il loro verde da riposo alla vista e speranza al cuore.

E noi, in tutto questo? Faremo parte del giardino? Saremo dentro questo paesaggio che muta? Ci lasceremo attraversare dalla Vita che risorge?

Spirito Santo, dono del Cristo morente,
fa’ che la Chiesa dimostri di averti ereditato davvero.
Rendila protagonista infaticabile
di deposizioni dal patibolo,
perché i corpi schiodati dei sofferenti
trovino pace sulle sue ginocchia di madre.
In quei momenti poni sulle sue labbra
canzoni di speranza.
E donale di non arrossire mai della croce,
ma di guardare ad essa
come l’antenna della sua nave,
le cui vele tu gonfi di brezza
e spingi con fiducia lontano.

(don Tonino Bello)

Dal Vangelo secondo Luca (21,29-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Qui sulla terra
è l’uomo che attende il ritorno del Signore;
lassù nel cielo
è il Signore che attende il ritorno dell’uomo,
ritorno che si potrà realizzare
con la preghiera, con una vita di povertà,
di giustizia, di limpidezza,
di purezza, di amore,
con la testimonianza evangelica
e con una forte passione di solidarietà.

(don Tonino Bello)


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Piccoli Pensieri (3)

Antonella

Il Vangelo ha parole che plasmano la nostra anima, come semi che poi fioriscono in pensieri buoni e azioni caritatevoli. L’uomo/la donna il giovane/la giovane il bambino/la bambina trae linfa per divenire essere illuminato e illuminante.

26 Novembre 2021
Savina

Alle nostre latitudini abbiamo la fortuna di vedere il tempo che passa attraverso lo scorrere delle stagioni, così diverse tra loro, e anche i mesi ognuno con le loro particolarità.
La natura intorno a noi è un continuo trasformarsi, uguale nel ritmo ma diverso nelle forme.
Un seme si trasforma in germoglio, ma ognuno è uguale a se stesso.
Lo sapeva bene Gesù, che prende sempre esempi dalla natura che lo circonda per far capire concetti astratti o impegnativi.
Chiedeva agli apostoli di avere sguardi attenti per catturare il messaggio, per accogliere la Parola, per lasciarsi plasmare dallo Spirito.
E la natura, alla fine, vince sulle opere dell’uomo che fatica a capire…
Un filo d’erba è quanto di più fragile possa esistere, eppure io mi sono soffermata a guardare, non senza meraviglia, i fili d’erba che riescono a bucare l’asfalto trasformando quel pezzetto di strada in un piccolo prato.
Così è la Parola, ne sono convinta, che se riesce a bucare il nostro cuore indurito, lo trasformerà in giardino…

26 Novembre 2021
Emilia

Anche d’autunno la natura ci coccola con i suoi colori caldi, i suoi mutamenti tra i quali lo spoglio degli alberi che avviene in maniera diversa complici la nebbia, il vento, la pioggia o lo spuntare di nuove piantine che continueranno a crescere nonostante il freddo, la neve, la nebbia così chiediamo anchd noi al Signore di ritrovare di vivere secondo la nostra natura umana in mezzo agli uomini.

26 Novembre 2021

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